Forum sulla professionalità del magistrato

CONGRESSO NAZIONALE VITERBO 25 – 27 MAGGIO 2018 SESSANTA ANNI DI C.S.M. AUTOGOVERNO, PROFESSIONALITA’, RESPONSABILITA’ DIALOGHI SUL FUTURO DELLA GIUSTIZIA

 

Sabato 26 maggio 2018 ore 11,00 - Palazzo Papale  Aula Alessandro IV

 

Coordina Marilena Rizzo.

Partecipano: Luisa De Renzis, Cochita Grillo, Gianluigi Morlini, Luca Palamara, Fulvio Troncone .

 

Di recente il Consiglio consultivo dei giudici europei ha ricordato come è importante in democrazia non soltanto che la giustizia sia indipendente, ma anche che venga amministrata da magistrati professionalmente attrezzati a pronunciare sentenze di elevata qualità.

In realtà vi è uno strettissimo nesso fra professionalità e indipendenza, nel senso che l'una perde concreto significato e valore positivo se non è strumento di realizzazione e di arricchimento dell'altra.

Ragionare  sulla professionalità del magistrato significa riflettere sul ruolo che si intende assegnare al giudice nell'ordinamento e, quindi, sul modello di giudice e di ordinamento giudiziario che si intende perseguire.

La figura del magistrato delineata dalla nostra Costituzione presenta dei caratteri di discontinuità nei confronti del modello burocratico di giudice fungibile, meccanico applicatore della legge, merabouche de la loi, descritto nel testo del R.D. n. 12 del 1941 e si incarna in quella di un magistrato professionale, impegnato in prima linea a risolvere controversie di grande impatto sociale (terrorismo, criminalità organizzata, sicurezza sul lavoro, immigrazione e tutela dei diritti fondamentali, ambiente, ecc.), cosciente del bisogno di dotarsi di una professionalità altissima, perché senza di essa non si è armati per l'indipendenza.

La professionalità del magistrato, pertanto, va garantita non soltanto in punto di selezione, quando il giovane giurista vuole accedere in magistratura, ma anche - e soprattutto - in corso di carriera, attraverso una sua formazione permanente.

Occorre allora interrogarsi su cosa debba intendersi per professionalità e cosa sia la formazione del magistrato, essendo intuitivo lo stretto legame tra questi  due temi, posto che la formazione ha quale obiettivo la professionalità.

Ne discende che la formazione non può esaurirsi in una  mera comunicazione organizzata di conoscenze tecniche e pratiche , in quanto   non si ferma al sapere puro e semplice, ma deve realizzare anche il saper fare e, soprattutto, il saper essere magistrato nel nostro sistema costituzionale, e cioè  indipendente ( da ingerenze interne od esterne), imparziale (  terzo rispetto ai soggetti e ai temi coinvolti nel processo), equilibrato, capace ( e quindi giuridicamente preparato, chiaro e comprensibile allorchè redige i  provvedimenti, ben organizzato nel proprio lavoro, in grado di ben e correttamente celebrare le udienze nel rispetto dei ruoli degli altri attori del processo,  virtuoso nell'instaurare un rapporto con i collaboratori, abile nel   coordinarsi con altri uffici),  impegnato ( e dunque collaborante nella soluzione di problemi organizzativi o giuridici,  disponibile alla sostituzione di magistrati assenti, partecipante ai corsi di aggiornamento),diligente (presente in ufficio e/o in udienza,  rispettoso dei termini previsti per la redazione di atti e provvedimenti o per il compimento di attività giudiziarie,  partecipe alle riunioni dell'ufficio),  laborioso ( e cioè attento alla quantità di procedimenti trattati, ai tempi di trattazione degli stessi, alla collaborazione alle attività dell'ufficio di appartenenza).

Inoltre, la riferibilità anche agli uffici giudiziari del criterio del buon andamento della PA e la crescente consapevolezza che la giurisdizione non è solo esercizio di una sovranità ma anche erogazione di un servizio, rendono questi contenuti della professionalità ancora più importanti e fondamentale il saper coniugare qualità ed efficienza della giurisdizione con l'indipendenza della magistratura e di ogni singolo magistrato. E ciò in quanto nel sistema costituzionale italiano la professionalità è considerata la fonte primaria della legittimazione democratica dei giudici ordinari che amministrano la giustizia in nome del popolo.

Analogamente , sempre più attuale e sentito è il tema della professionalità del dirigente, che deve sintetizzare in sé ai massimi livelli tutte le qualità richieste al magistrato, ma in più deve avere particolarmente spiccate attitudini all'organizzazione, alle relazioni ( interne ed esterne), alla leadership.

Delicato e cruciale è pertanto il tema dei rapporti tra il CSM e la Scuola Superiore della Magistratura, atteso che la formazione, proprio per la sua finalità intrinseca, non è mai neutra.