Forum sull'autogoverno

CONGRESSO NAZIONALE VITERBO 25 - 27 MAGGIO 2018 SESSANTA ANNI DI C.S.M. AUTOGOVERNO, PROFESSIONALITA', RESPONSABILITA' DIALOGHI SUL FUTURO DELLA GIUSTIZIA


Sabato 26 maggio 2018 ore 09,00 - Palazzo Papale  Aula Alessandro IV

Coordina Silvana Sica 
Partecipano: Francesco Cananzi, Carmelo Celentano, Massimo Forciniti, Luigi Spina, Alessandro Riello. 

Il forum si pone l'obiettivo di effettuare un confronto sul Consiglio Superiore della Magistratura a distanza di sessanta anni dalla sua istituzione. 
In una società ed in uno scenario politico in repentino mutamento dobbiamo interrogarci su quale sia il ruolo che l'organo di governo autonomo deve svolgere sia sul versante interno, sia su quello esterno. Si è, ormai, acquisita la consapevolezza della necessità di attuare una c.d. autoriforma della magistratura, e, in particolare, del Consiglio Superiore della Magistratura, attraverso, cioè, l'assunzione della responsabilità di adottare un rinnovato metodo di lavoro che implichi l'attuazione dei compiti propri dell'istituzione nell'intento di tutelare i diritti della collettività. Al riguardo, e per quanto concerne il primo profilo, deve essere indubbiamente valorizzata la crescente cultura dell'organizzazione degli uffici giudiziari e le relative iniziative assunte nel settore nell'ottica di rendere il servizio giustizia più efficiente. Basti pensare alla Circolare sulle Procure ed alla nuova Circolare sulle tabelle degli uffici giudiziari.
Dobbiamo interrogarci su quali siano, quindi, le nuove prospettive e quali passi in avanti possano essere ancora compiuti. Sotto altro profilo, non può sottacersi, tuttavia, che i continui e, talvolta, complessi adempimenti, sia per i singoli magistrati che per i dirigenti, comportino una eccessiva burocratizzazione e farraginosità dell'attività giudiziaria, facendo perdere di vista le peculiarità della funzione e distraendo, talvolta, energie.    
E' forse arrivato il momento di riflettere in maniera seria sulla semplificazione della normativa secondaria che implichi, tra l'altro, una riduzione delle attività a carattere amministrativo di cui sono onerati i singoli magistrati e, soprattutto, i vertici degli uffici giudiziari.
Ulteriore confronto deve essere effettuato con riferimento alle nomine dei direttivi e dei semidirettivi. E' indubbiamente sempre più avvertita dai magistrati la necessità di una effettiva leggibilità e trasparenza delle delibere consiliari sul punto, nella consapevolezza che nominare un buon dirigente significa realizzare l'efficienza in quell'ufficio. Occorre verificare quali siano stati i mutamenti indotti dall'approvazione del Testo Unico della Dirigenza e, anche in questo caso, quali siano i miglioramenti che possono essere apportati.
Atteso il rapido cambiamento dell'organigramma della magistratura, dovuto, da un lato, alla riduzione dell'età pensionabile, dall'altro ai recenti concorsi per l'accesso alla professione che si sono susseguiti nel tempo, occorre porre una particolare attenzione ai giovani magistrati, alle loro aspettative allorchè assumono le funzioni, all'attuale percorso di formazione ed a come possa incidere al riguardo l'organo consiliare.
In relazione, poi, al versante esterno, è importante implementare il dialogo del Consiglio Superiore con gli altri organi dello Stato, in primis con il Ministero della Giustizia e con il legislatore su argomenti di peculiare interesse per la giurisdizione, pur rimarcando l'importanza di preservare la terzietà costituzionale. 
Nell'attuale scenario politico rimane fondamentale il ruolo del C.S.M., anche in relazione, a titolo esemplificativo, alle mai sopite discussioni in ordine alla separazione delle carriere ed all'obbligatorietà dell'azione penale.