Silvana Sica e Roberto Carrelli Palombi

Sulla nomina del Procuratore della Repubblica di Napoli

Il dirigente di un ufficio giudiziario, soprattutto di primaria importanza come quello della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli, l'ufficio requirente più grande del Paese, deve, non solo essere, ma anche apparire all'esterno imparziale; deve avere eccezionali capacità organizzative e, tra l'altro, deve essere dotato di un'ineccepibile professionalità; essa deve, preferibilmente, conseguirsi negli uffici giudiziari, nel confronto costante con gli utenti del servizio giustizia, con i colleghi e con tutti gli operatori del diritto, che, insieme, contribuiscono alla formazione della comune cultura della giurisdizione. Ed in particolare per gli uffici requirenti, l'avere sperimentato le capacità direttive sul campo, lavorando, quotidianamente, a rischio della vita, per l'affermazione della legalità in territori notoriamente ardui, dove la criminalità è infiltrata nei gangli della società  assume un particolare valore; valore che non può essere considerato equipollente all'avere esercitato, sia pur a livelli apicali, funzioni di diretta collaborazione con il Ministro Guardasigilli. Cio' a maggior ragione allorquando l'esercizio dell'attività giudiziaria requirente, svolta da uno dei candidati posti in comparazione sia di gran lunga più risalente per anzianità di servizio. Questo e' quanto pare emergere da una lettura combinata della normativa primaria e di quella secondaria contenuta nel T.U. sulla dirigenza giudiziaria recentemente approvato e volto a vincolare, sulla base di parametri oggettivi, la discrezionalità tecnica del C.S.M. nell'operare le scelte comparative.   

In questo modello astratto di dirigente e di magistrato, che nella concreta comparazione fra gli aspiranti pareva avvicinarsi più al profilo del dott. Federico Cafiero de Raho,  Unita' per la Costituzione, in linea con quanto già affermato dal proprio gruppo consiliare e dalla Segreteria napoletana, si riconosce. Ringrazia, in particolare, il proprio gruppo consiliare per la compattezza dimostrata nel sostenere una linea che, al di la delle persone coinvolte, testimonia la coerenza fra i principi affermati e le scelte in concreto quotidianamente effettuate nell'esercizio del mandato consiliare.  

Unita' per la Costituzione prende atto che la componente laica del Consiglio Superiore della Magistratura ed i prorogati componenti di diritto hanno operato una diversa valutazione, alla quale i consiglieri Sangiorgio, Palamara, Cananzi, Forciniti e Spina, unitamente ai consiglieri Aprile, Forteleoni, Pontecorvo e Morosini, hanno ritenuto di non aderire, con ciò testimoniando fedeltà ai valori del non collateralismo e della terzietà costituzionale sui quali si fonda l'esistenza di un governo autonomo della Magistratura.

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