Intervento Giunta Distrettuale di Catanzaro

Inaugurazione anno giudiziario 2018

Ringrazio il Presidente della Corte di Appello e porgo i miei saluti alle Autorità, a tutti i colleghi presenti, agli avvocati, alle Forze dell'Ordine ed al pubblico che oggi ha voluto presenziare a questa cerimonia.

Non è facile prendere la parola dopo tutti questi autorevoli interventi  c

L'inaugurazione dell'anno giudiziario fornisce l'occasione per operare il bilancio dell'annualità passata e per pianificare gli obbiettivi che nel corso del nuovo anno si intendono invece realizzare.

In un momento in cui recenti fatti di cronaca hanno portato la categoria all'attenzione dell'opinione pubblica, quasi che un singolo episodio debba porre una questione morale di ordine generale, senza voler procedere ad una sorta di difesa d'ufficio, quest'occasione pubblica consente di dare voce ai magistrati di questo distretto e di  presentarli per i risultati ottenuti e per quelli che si impegnano a raggiungere.

Con questo mio breve intervento, senza voler scomodare di nuovo numeri e percentuali, voglio e posso affermare senza timore di smentita che il nostro distretto si qualifica in termini di efficienza e produttività e, aspetto ancora più rilevante, per la capacità di conseguire tali risultati nonostante innegabili criticità; criticità che si aggiungono a quelle di rilievo nazionale.

Siamo un distretto perennemente giovane.

La maggior parte dei posti vacanti, spesso rimasti scoperti nonostante messi a concorso, viene assegnato a colleghi di prima nomina. Se da un canto la messa in campo di forze giovani e motivate non può che essere accolto con favore, dall'altro è innegabile che in particolare nel settore penale, nei nostri uffici, la voce dell'esperienza e la conoscenza del territorio risultano a dir poco necessari. E così capita sovente che interi uffici, interi collegi siano composti da giovani magistrati che a dispetto di impegno e buona volontà, vengono lasciati soli ed esposti a indubbia responsabilità. E ciò quando i posti riescono ad essere coperti.

Per quanto di recente il Ministero abbia provveduto all'ampliamento delle piante organiche anche nel nostro distretto, rimane il problema del continuo turn di cui già si è parlato in precedenza, a causa dei frequenti trasferimenti richiesti dai colleghi non appena maturato il necessario periodo di legittimazione. Il continuo avvicendarsi dei magistrati sui ruoli, il fatto che il singolo fascicolo passi di mano in mano, implica di fatto una dispersione di forze, costituisce un freno alla rapida definizione del procedimento, ed a livello organizzativo espone di continuo il capo dell'ufficio a necessari aggiustamenti delle tabelle, per fare i conti con le risorse umane rimaste. E così devono essere citati il Tribunale di Vibo Valentia come esempio di ufficio più che mai "giovane" e con una scopertura di circa il 50% che a breve dovrebbe essere però sanata, e la stessa Procura Generale presso la Corte di Appello, che a causa delle consistenti carenze di organico, è costretta a ricorrere all'applicazione di sostituti dalla singole procure del Distretto anch'esse non messe meglio.

Fermo il diritto di ciascuno di fare ritorno a casa dalla propria famiglia è anche vero che spesso la fuga dai nostri uffici è motivata dalle condizioni di lavoro, dal carico, dall'arretrato, dalla mancanza di mezzi e personale.  E come in un continuo circolo, la fuga dai nostri uffici porta a nuovo disordine, a nuovo arretrato, a nuova inefficienza che va ad aggiungersi a quella pregressa non ancora sanata. E di nuovo qualcuno decide che è tempo di spostarsi in cerca di un posto migliore.   All'utenza, al cittadino che chiede giustizia e che non ottiene risposta, poco importa dei sacrifici fatti dai magistrati di quell'ufficio e delle motivazioni che lo hanno spinto a lasciarlo.

L'impossibilità per i nostri uffici a volte di funzionare adeguatamente colpisce sia il settore civile che quello penale. Per quest'ultimo è sufficiente rilevare come la lotta alla criminalità, in particolare quella organizzata, necessita di stabilità e di un lavoro costante ed altrettanto organizzato, non esitando la delinquenza ad approfittare delle crepe e debolezze del sistema giustizia.  Quanto al sistema civile, troppo spesso sacrificato per provvedere alle urgenze del penale, l'inefficienza ed i ritardi colpiscono i cittadini nel loro quotidiano, nelle loro necessità pratiche di ordine familiare, economico lavorativo; problematiche a volte sentite più della criminalità organizzata.

Ancora una volta di fronte a tali ormai endemiche problematiche, si è chiesto ai magistrati di subire l'ennesimo sacrificio, aumentando da tre a quattro anni il periodo necessario per richiedere il trasferimento. E  i magistrati, l'ANM rispetto a tale richiesta hanno insistito solo per una tutela dei più giovani, per quelli che appena entrati e che magari avevano già accusato un primo colpo nella scelta della sede di destinazione, accettando per il resto di fare la loro parte.

Questa riforma non risolverà certo il problema, spostandolo solo un anno avanti.

Per quanto l'emigrazione dal sud Italia sia fenomeno storico e di ordine generale, sarebbe auspicabile che in questa terra una inversione di tendenza partisse proprio dal settore giustizia. Dove la giustizia funziona, dove le regole vengono osservate, è possibile investire, creare posti di lavoro, vivere al riparo da ricatti e compromessi. La giustizia dunque qui al sud più che mai come volano per una ripresa a 360 gradi.

Come per ogni settore la ripresa parte dagli investimenti: in tecnologia, perché non ha senso parlare di processo telematico se non si hanno gli strumenti, la formazione e l'assistenza per farlo funzionare; in personale perché nell'organizzazione dell'ufficio il personale amministrativo rappresenta un pezzo necessario, il braccio destro di ogni magistrato, la parte operativa del sistema; nelle assunzioni perché senza voler toccare il tema dei carichi esigibili con percentuali di scopertura negli organici dei magistrati che arrivano sino al 50% non può di certo aspirarsi all'efficienza.

Non possiamo non rilevare come nell'ultimo periodo con l'aumento nelle piante organiche ed anche con lo sblocco delle assunzioni nel comparto giustizia sia a livello amministrativo che per ciò che attiene ai concorsi in magistratura, sembra che qualcosa finalmente si stia muovendo.

Confidando in un unione di intenti e di forze da parte di tutte le figure che a vario titolo operano nel sistema giustizia. Auspico che nel nuovo anno il nostro distretto possa distinguersi non solo in termini di risultati ma anche per ciò che attiene la capacità in questa nostra terra di prendere parte alla difficile opera di rinnovamento sociale.

Nel congedarmi da voi auguro a tutti noi un buon lavoro

grazie