Intervento Giunta Distrettuale di Firenze

Inaugurazione anno giudiziario 2018

Signor Presidente, signor Procuratore Generale

E' per me un grande onore rappresentare in questa importante sede, in qualità di Presidente della Giunta Distrettuale della Toscana della Associazione Nazionale Magistrati i colleghi toscani

Questa Giunta, insediatasi da pochi mesi, si è trovata fin da subito davanti a due eventi di assoluto rilievo

Si è insediata innanzitutto alla vigilia di un Congresso Nazionale a Siena di grande valore e di importanti contenuti, con dialettiche anche aspre ma che hanno ancora una volta certificato la vitalità del nostro associazionismo, fornendo a chiunque la chiara evidenza di una unicità di intenti e direzione

Si è insediata anche alla vigilia di un attacco mediatico violentissimo ai colleghi di Siena, realizzato attraverso una informazione manipolata e realizzata con apparente disinteresse per il dolore delle persone offese e della onorabilità e professionalità di colleghi che, dopo aver dedicato con sacrificio e dedizione larga parte della propria vita a questa nostra attività, hanno toccato con mano il rischio concreto di vedere spazzato via in pochi minuti ciò che avevano tanto faticosamente costruito

In quella occasione la magistratura associata ha censurato con fermezza e chiarezza un intervento che poteva finire per essere lesivo anche della serenità del lavoro dei colleghi, nella certezza che il diritto di critica, senza dubbio uno dei motori più potenti della crescita personale e professionale di ciascuno di noi, uno dei pilastri della democrazia, non poteva declinarsi in un gioco al massacro alimentato da fini sensazionalistici e di "audience" e basato su vaghe ed inconsistenti indicazioni prive di oggettività 

Credo siamo tutti assolutamente consapevoli come questi episodi e questo tipo di approccio al nostro lavoro non sia eliminabile con un intervento formale di qualsiasi tipo essendo ormai un problema culturale, frutto di decenni di delegittimazione sistematica e scientifica della magistratura, di comportamenti pubblici di indifferenza quando non di insofferenza

La magistratura associata, ogni singolo magistrato chiede e pretende a gran voce che le patologie che si verificano nell'attività giudiziaria siano trattate con estrema severità perché minano la credibilità, professionalità ed onorabilità dei magistrati, turbano ed offendono cittadini e tutti coloro che svolgono il loro lavoro con impegno e sacrificio.

Corre l'obbligo non solo di sottolineare come la Magistratura di fronte a tali patologie ha sempre dimostrato di essere un corpo sano e capace di trovare al proprio interno i rimedi necessari per individuare e isolare, con rigore e senza alcuna esitazione, i comportamenti dei singoli contrari alla legge, ma anche di ribadire come la correttezza, la trasparenza, l'impermeabilità ambientale, l'assoluta distanza e terzietà dagli interessi economici e personali oggetto di contenzioso, l'insensibilità verso le stesse aspettative che le parti o terzi soggetti possono nutrire, siano inderogabili parametri etici e deontologici integranti quel modello di Magistrato che da sempre l'A.N.M. sostiene e tutela nella sua autonomia ed indipendenza

La magistratura associata, ogni singolo magistrato è perfettamente consapevole che la questione morale, il rigore deontologico investe ogni singolo aspetto della vita professionale e personale e ne è orgoglioso

Ma la magistratura associata, ogni singolo magistrato chiede e pretende che gli siano assicurati e garantiti il rispetto per il gravoso ruolo svolto, condizioni di lavoro decorose e condizioni di sicurezza personale che non espongano a rischi inutili e del tutto prevedibili anche per la incolumità fisica

Ai decennali mai risolti (e anzi in alcuni casi aggravatisi) scoperture di organico dei magistrati e del personale amministrativo che inducono la maggior parte degli uffici giudiziari a condizioni indecorose e prossime al collasso (di cui attendiamo ancora da anni con fiducia la felice soluzione e di cui da ultimo iniziamo a vedere qualche piccolo segnale incoraggiante), vanno aggiunte carenze strutturali che mettono a repentaglio la nostra sicurezza fisica e morale e quindi il rispetto per il nostro lavoro e quindi la nostra autonomia ed indipendenza

Sul punto della sicurezza, anche non potendo per ovvie ragioni di cautela dare indicazioni, non sarà per nulla difficile a chi è qui presente convenire con me circa la assenza in alcuni sedi giudiziarie di questa Regione dei requisiti minimi di cautela e di dispositivi efficaci per evitare il verificarsi di episodi spiacevoli ai danni dei magistrati e del personale amministrativo, circa la lunga assenza di interventi risolutivi manutentivi che ripristinino le condizioni minime di usufruibilità da parte di portatori di handicap, e tutto questo nonostante le invocazioni continue dei Capi degli Uffici

Infine è noto a tutti ed evidente a chiunque l'enorme problema dell'edilizia giudiziaria che vede strutture ormai vetuste e fatiscenti, nel migliore dei casi gravemente inadeguate per le esigenze di tutti coloro che ci lavorano e dell'utenza, con inevitabili ricadute negative sui tempi della giurisdizione, sulla organizzazione del lavoro, sulla razionale utilizzazione delle risorse e infine sui costi.

L'associazionismo giudiziario, anzi ogni singolo magistrato è consapevole e pronto a dare ancora, con rinnovato impegno ed entusiasmo, la propria piena disponibilità alla discussione e alla soluzione di questi e dei numerosi altri problemi che affliggono l'attività giudiziaria da troppo tempo e che minano la funzionalità del processo civile e penale, del servizio "giustizia" che abbiamo l'obbligo di garantire al cittadino in tempi brevi e certi, finalmente con risorse e strutture adeguate e forme funzionali.

Grazie