Intervento Giunta Distrettuale di Perugia

Inaugurazione anno giudiziario 2018

Signor Presidente, La ringrazio di avermi dato la parola.

A nome della Giunta distrettuale dell'A.N.M., porgo il saluto al rappresentante del Signor Ministro della Giustizia, al Signor Consigliere del C.S.M., al Signor Procuratore Generale, ai Signori Avvocati, alle Autorità civili e militari, ai Colleghi, in servizio e in quiescenza, ai Magistrati Ordinari in Tirocinio  al Pubblico.

In questa ricorrenza vorrei sottolineare il grande impegno della Magistratura umbra che anche nell'anno appena trascorso ha lottato con tenacia per offrire un servizio adeguato alla collettività. Abbiamo cercato di superare le croniche difficoltà che condizionano il nostro operato. I numeri che il Presidente della Corte ed il Procuratore Generale hanno rappresentato confermano il nostro impegno.

Abbiamo potuto raggiungere questi risultati grazie al personale amministrativo che nel silenzio e senza particolari gratificazioni ci affianca ogni giorno.

Un contributo fondamentale è stato fornito dalla magistratura onoraria. Il pensiero non può che andare a Paola POMPEI, giudice onorario di Tribunale di Perugia, che ci ha lasciato di recente. Era una donna minuta, ma aveva una forza lavorativa insuperabile. Amava il suo lavoro e l'istituzione per cui lavorava.

Ringraziamo altresì l'avvocatura del distretto che ci è stata vicina anche nei momenti delicati che abbiamo vissuto.

Penso, poi, a miei colleghi che tutti i giorni lavorano nei loro uffici e nel chiuso delle stanze delle loro case. Come me, anche loro, vivono una forte sofferenza. Vorrebbero dare risposte immediate, contribuire allo sviluppo democratico e tutelare i diritti, soprattutto di quelli che devono essere garantiti ai più deboli. Nonostante lo sforzo profuso, non siamo in grado ancora, per ragioni in gran parte non imputabili a noi, di dare un servizio ancora soddisfacente. Il nostro impegno continuerà nel nuovo anno ancora più vigoroso.

Sarebbe auspicabile ottenere alcuni aiuti delle istituzioni. In primo luogo, sarebbe utile che il Consiglio Superiore della Magistratura nomini al più presto i presidenti di sezione del Tribunale Civile e di quello Penale di Perugia. Inoltre, è auspicabile che venga nominato al più presto il Presidente del Tribunale di Spoleto.

In prospettiva, appare inevitabile una rivisitazione della pianta organica dei giudici del nostro distretto. Il numero dei magistrati, infatti, da svariati anni, non è più in linea con il carico di lavoro e con la complessità dei procedimenti riguardanti magistrati del distretto di Roma.

Da ultimo, non è più rinviabile una scelta in ordine all'edilizia giudiziaria. Le sedi giudiziarie di Perugia risultano in gran parte inadeguate e poco funzionali. La dispersione delle sedi non ha garantito un lavoro efficiente e determina costi ingiustificati per l'apparato statale.

L'efficienza reale della giustizia troppo spesso viene sottaciuta dai mezzi di informazione, alla ricerca spasmodica di dati che confermino le distorsioni del sistema. Pochi, poi, si fermano riflettere sulle ragioni di tali distorsioni o comprenderne le ragioni. L'azione della magistratura, quindi, viene fatta oggetto di continue e superficiali critiche che risultano ancora più perniciose alla luce della nostra impossibilità di controbattere e spiegare.

I provvedimenti dei giudici si possono certamente criticare. C'è tuttavia un limite alla critica. Non è possibile offendere i magistrati e, soprattutto, non è possibile farlo senza sapere ciò di cui si parla.

Siamo stanchi di attacchi gratuiti, non meditati e documentati.

Tali subdole forme di delegittimazione, possono talvolta contribuire ad animare l'azione di persone irresponsabili.

Il rispetto con cui la critica è formulata si misura dai toni con cui essa è esposta, dalla completezza dei dati fornita alla pubblica opinione e dagli argomenti sviluppati.

Non è possibile, ad esempio, anche per i rappresentanti delle altre istituzioni dello Stato, affermare pubblicamente che lo sviluppo dell'azione amministrativa sia ingessato dai provvedimenti della magistratura. Ognuno si faccia carico delle proprie responsabilità. La magistratura ne ha una ed è fondamentale: deve far rispettare la legge con equità ed imparzialità.  L'alta dignità di un magistrato, come ha sostenuto CALAMANDREI, "impone di ricercar nella propria coscienza, più che nei comandi altrui, la giustificazione del proprio agire, e di assumerne in pieno, a viso aperto, la responsabilità". 

Come tutti sapete nell'anno trascorso è accaduto un evento grave. Due magistrati, Francesca ALTRUI e Umberto RANA, sono stati feriti mentre erano sul luogo di lavoro.

A loro va il ringraziamento della Giunta Sezionale. Essi rappresentano per noi un modello. Un giudice della Repubblica non arretra dinanzi al pericolo, né, pur temendo per la propria incolumità, modifica le sue scelte.

Una recente indagine ha evidenziato come un magistrato italiano su due abbia paura di recarsi al lavoro e manchino adeguati presidi in gran parte dei tribunale del paese. Quanto è accaduto ha consentito a tutti noi di riflettere sulle nostre condizioni lavorative e sul rischio che ognuno di noi corre. Di tali rischi devono, ovviamente, farsi carico le istituzioni preposte, ma è importante la collaborazione di tutta la cittadinanza. La sicurezza di ogni magistrato, anche di quello che ci ha dato torto, è fondamentale per la tenuta delle istituzioni.

Se i rappresentanti delle istituzioni iniziano ad aver timore, è l'intero apparato statale ad arretrare e questo non è tollerabile.

Non pretendiamo tutele e prerogative particolari.

Chiediamo un luogo di lavoro sicuro, in modo che possiamo esercitare serenamente le nostre funzioni, e personale amministrativo adeguato alla mole di lavoro.

Tra la gente cammineremo, come abbiamo sempre fatto, tranquilli e sereni.

Non vigliamo privilegi,  che anzi aborriamo. Un solo privilegio abbiamo e ci basta. Siamo chiamati a esercitare giustizia con indipendenza in nome del Popolo.

Buon anno a tutti.