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Le videoriprese di comportamenti non comunicativi in ambito domiciliare. Una ricostruzione alternativa sulla loro utilizzabilità.

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1.Il regime di utilizzabilità delle videoriprese

Le videoriprese costituiscono in molte indagini, anche particolarmente delicate e complesse, un importante strumento per acquisire prove decisive per la ricostruzione dei fatti. Si pensi ai procedimenti in materia di droga, a quelli sui reati contro la pubblica amministrazione o sui reati di maltrattamenti in ambito scolastico o sanitario. Sono materie in cui è difficile avere o acquisire prove testimoniali o dove, comunque, il testimone può porre problemi di attendibilità o di tenuta dibattimentale. In questi casi spesso le videoriprese consentono di acquisire prove chiare e inattacabili in ordine alla consumazione dei reati e alla responsabilità degli indagati.

Nel nostro ordinamento manca tuttavia una normativa in materia di videoriprese, in quanto il codice di procedura penale disciplina, tra i mezzi di ricerca della prova, solo le ispezioni, le perquisizioni, i sequestri e le intercettazioni.

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19 ottobre 2018

L'ipotesi del mancato pagamento del pedaggio autostradale mediante l'impiego di tecniche truffaldine: truffa, insolvenza fraudolenta o mero illecito amministrativo?

 

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1. IL CASO CONTROVERSO

Nelle aule penali dei Tribunali Italiani ormai da anni gli operatori del diritto si confrontano con un caso ricorrente, di non agevole soluzione giuridica: quello del conducente del veicolo che, in un dato lasso di tempo, effettua numerosi transiti sulla rete autostradale omettendo - in forza di un comportamento  truffaldino - di corrispondere il relativo pedaggio alla società concessionaria (in particolare, l'agente, dopo aver ritirato il tagliando al casello d'ingresso, raggiunte le stazioni di uscita, si accoda agli automobilisti in transito presso le piste riservate al pagamento tramite telepass - senza essere munito di tale mezzo elettronico di pagamento - riuscendo a superare la barriera prima dell'abbassamento della sbarra);

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15 ottobre 2018

Tra etica e norma penale: il fine vita e le nuove frontiere del diritto.

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Il presente contributo afferisce alla questione del fine vita e ai trattamenti terapeutici e come tale involge più campi di rilevanza giuridica; tra questi vi è certamente il diritto penale, che  rappresenta lo strumento giuridico classico  di tutela del bene della vita umana e, cionondimeno, comporta la necessaria persecuzione di un equilibrio tra i diversi beni giuridici, tanto più complesso in relazione alla drammatica e lacerante delicatezza delle questioni legate al fine vita[1].

La tematica involge il binomio diritto-bioetica (oltre che, ma non è questa la sede per un approfondimento in tal senso, quello tra bio-etica laica e bio-etica cattolica[2]).

L'etica (e, dunque, anche la bio-etica) è per definizione un campo aperto alla riflessione e al confronto fra concezioni diverse, in costante evoluzione e, quindi, variabile nel tempo. Il diritto è invece un mondo di norme vincolanti e coercitive nel momento attuale che, però, attraverso l'interpretazione giurisprudenziale tende a risultati anche "eticamente" compatibili[3].

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15 ottobre 2018

Rilevanza e accertamento del rischio interferenziale nelle indagini in materia di sicurezza sul lavoro

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Il concetto di rischio interferenziale nella riflessione dottrinale e giurisprudenziale, in assenza di un'espressa definizione normativa

Una corretta trattazione del tema del rischio interferenziale, e dei connessi riflessi che esso può avere sulle indagini e sulla formulazione dell'imputazione, all'interno di un procedimento penale istruito per la ricostruzione di un evento lesivo o mortale occorso al lavoratore sul luogo di lavoro, implica necessariamente di inquadrare la problematica all'interno della più generale teoria della gestione del rischio, che ormai costituisce il tratto peculiare e saliente della normativa prevenzionistica.

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04 ottobre 2018

Il divieto di indossare il velo islamico sul posto di lavoro: legittimo o discriminatorio

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La libertà di abbigliamento è un tratto caratteristico dell'identità personale, che si configura quale diritto ad essere se stesso con tutte le proprie convinzioni ideologiche, religiose, morali e sociali che differenziano e qualificano l'individuo.

E' ovvio che questo diritto alla differenza  non sia esercitabile senza limiti, dovendo essere bilanciato con altri beni costituzionalmente protetti che si contrappongono alla sua piena espansione.

La questione in questa sede affrontata attiene proprio questo aspetto e, cioè, quanto possa essere compresso il diritto all'identità sub specie religionis dalle esigenze aziendali.

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04 ottobre 2018

Nomina vicepresidente CSM

Formuliamo al vice presidente on. Avv. David Ermini i più sentiti auguri di buon lavoro, auspicando che, al di là delle contrapposizioni di oggi, tutti i componenti del C.S.M., laici e togati, riescano a cooperare insieme nell'interesse delle Istituzioni e dei cittadini.

Con preoccupazione, invece, assistiamo ad alcune reazioni susseguenti all'elezione del vice presidente, che, a nostro giudizio, determinano una non corretta sovrapposizione di piani. Leggere la scelta di un candidato o di un altro in una prospettiva di antagonismo o favoritismo politico rischia di compromettere l'equilibrio  fra i poteri dello Stato disegnato nella Carta costituzionale.

Come ricordato dal Presidente Mattarella, con parole che è difficile equivocare, una volta che il Parlamento ha compiuto le sue scelte con l'elezione dei componenti laici del C.S.M.

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27 settembre 2018

Il sistema havala

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IL FAVOREGGIAMENTO DELL'IMMIGRAZIONE CLANDESTINA , RICICLAGGIO E AUTORICICLAGGIO QUALI REATI "SPIA" DEL DELITTO DI FINANZIAMENTO DI ASSOCIAZIONE TERRORISTICA DI MATRICE ISLAMICA: IL SISTEMA HAWALA

 

Come noto il reato di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina previsto dall'art. 12 I e III comma del D. Lgs.vo 286/1998 reprime con particolare severità condotte dirette a organizzare, dirigere e promuovere ovvero finanziare  (e comunque effettuare) il trasporto di cittadini stranieri senza titolo di residenza permanente ed in violazione della disciplina in materia di immigrazione nel territorio dello Stato o, con clausola di riserva, diverse condotte genericamente dirette a procurarne illegalmente l'ingresso nello Stato italiano o in altro Stato (reato di emigrazione illegale).

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25 settembre 2018

Reati culturalmente orientati. La Cassazione stabilisce alcuni parametri per l’individuazione della “norma culturalmente orientata”

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Brevi note a margine di Cass. Pen., Sez. III, 29 gennaio 2018 (dep. 2 luglio 2018), n. 29613.

1.     Il caso.

Il caso sottoposto all'attenzione della Suprema Corte di Cassazione nella sentenza in esame è quello di un padre che, unitamente alla madre consapevole, in più occasioni accarezzava, baciava e metteva in bocca l'organo sessuale del figlio di cinque anni.

I giudici di legittimità, dunque, sono stati chiamati a decidere se tale condotta integri gli estremi del reato di cui agli artt. 609 bis e 609 ter c.p. laddove, come in tal caso, i genitori imputati abbiano riferito che in alcune zone rurali dell'Albania, loro Paese d'origine, sia diffusa la pratica tradizionale di accarezzare le parti intime del figlio maschio in quanto espressione di un augurio di prosperità.

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25 settembre 2018

La pena come rieducazione e prevenzione. I passi della società civile verso i condannati.

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La pena come rieducazione e prevenzione. I passi della società civile verso i condannati.

Per lungo tempo  la pena è stata considerata esclusivamente una retribuzione del male con il male (come nella legge del taglione: "... Se segue una disgrazia, allora pagherà vita con vita: occhio per occhio, dente per dente, mano per mano, piede per piede, bruciatura per bruciatura, ferita per ferita, livido per livido" Esodo 21, 23-25) , regola costituente peraltro già di per sé evoluzione di civiltà rispetto alla pena intesa come una vendetta sproporzionata, pure a lungo ammessa nelle società arcaiche ( "…Sette volte sarà vendicato Caino, ma Lamec settantasette" Genesi 4, 23-24).

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25 settembre 2018

Brevi riflessioni in tema di usura sopravvenuta: La fine di un mito?

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Il tema dell'usura nei contratti bancari e finanziari ha, da sempre, un ruolo centrale nel dibattito giurisprudenziale e dottrinale, dibattito che ancora oggi è molto vivo, nonostante siano passati oltre vent'anni dall'entrata in vigore della legge n. 108 del 1996.

La complessità dell'istituto "usura" è tale da aver indotto gli interpreti a scontrarsi sulla natura e sulla funzione (prevalentemente pubblicistica o privatistica) dell'usura, sull'ambito applicativo dell'istituto, sulle modalità di accertamento, sulle sue conseguenze. Tralasciando l'analisi di tutti questi aspetti, che intenderei analizzare in un successivo intervento, vorrei in questa sede fare alcune brevi riflessioni sull'incidenza che ha l'usura nello svolgimento del rapporto negoziale e, dunque, sullo spinoso argomento dell'usura sopravvenuta.

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25 settembre 2018