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Milano 26 settembre, incontro su referendum

Milano 26 settembre 2016

Ieri, con l'evento organizzato dagli amici della segreteria Unicost di Milano in collaborazione con il Consiglio dell'Ordine, si è' aperto quel ciclo di incontri dibattito sulla riforma della Costituzione pensati dalla Segreteria nazionale per incentivare una partecipazione informata all'imminente scelta referendaria.

L'iniziativa ha riscosso grande successo ed apprezzamento fra gli operatori del diritto, magistrati ed avvocati che hanno ascoltato per oltre due ore un intenso dibattito di natura, per lo più, tecnico giuridica fra autorevoli sostenitori delle opposte posizioni come il prof. Bassanini, il prof. Flick ed il prof. Zagrebelski.

Riporto nel seguito il breve intervento introduttivo che ho svolto con l'intenzione di collocare quest'evento, come quelli che seguiranno in numerose altre sedi giudiziarie, nell'ambito del nuovo corso di Unità per la Costituzione che vuole fare della cultura e dell'informazione sui temi che attengono alla Giustizia ed in genere alle Istituzioni del nostro Paese un metodo di azione politica.

" Su convinta azione di Unità per la Costituzione l'A.N.M., in data 21/5/2016, ha deliberato di non intervenire sul merito della tematica relativa al referendum costituzionale. Nell'occasione abbiamo rivendicato il pieno diritto dei magistrati a partecipare al dibattito sul referendum nelle forme da ciascuno ritenute più opportune e compatibili con il nostro Codice Etico.

Unità per la Costituzione, quale componente di maggioranza dell'Associazione Magistrati, si è voluta anche in questa occasione rifare al proprio patrimonio culturale di terzietà e non collateralismo. I magistrati devono, non soltanto essere, ma anche apparire imparziali e quindi, nel caso di specie, devono evitare di lasciarsi coinvolgere nelle forti contrapposizioni sottese alla riforma costituzionale.

Sarà stato pure il Premier a crear l'occasione per tali contrapposizioni, ma tanto è ed occorre prenderne atto. Certo non vi possono essere regole rigide che vietino ai Magistrati ed alle loro associazioni di partecipare al dibattito in atto nel Paese; anzi vi sono ragioni che impongono la partecipazione di cittadini "qualificati" come i magistrati. Difatti, com'è stato efficacemente detto, discutere sulla Costituzione ed esprimersi sulla riforma è esercizio di un diritto di partecipazione alla vita democratica del Paese ed, appunto, la democrazia si nutre di partecipazione.

Il punto non è questo. Si tratta, invece, di riflettere sulla misura ed il tipo di partecipazione: si rientra, a nostro avviso, nella categoria dell'opportunità come brillantemente sintetizzato da Vladimiro Zagrebelski in un suo intervento sulla "Stampa". In questa direzione i Magistrati sono tenuti in ogni occasione, anche attraverso l'attività delle loro associazioni, a preservare sempre la loro credibilità e la loro estraneità da centri di potere.

Per questo noi che la Costituzione l'abbiamo inserita nel nostro nome - UNICOST nasce nel 1979 per volontà di Magistrati provenienti da matrici culturali diverse che vollero fare della Costituzione un  metodo di azione politica volto ad unire l'associazionismo giudiziario ed a migliorare il servizio giustizia - abbiamo voluto prevedere l'organizzazione di eventi, come quello che si è tenuto ieri a Milano, finalizzati ad approfondire le ragioni tecnico giuridiche su cui si fonda la scelta referendaria.  Così nasce lo slogan "Informarsi e non schierarsi" che abbiamo voluto utilizzare come titolo per i nostri incontri.

In questo modo le correnti della Magistratura si riappropriano del loro ruolo, consentendo a tutti gli operatori del mondo della giustizia di partecipare attivamente, attraverso l'istituto del referendum confermativo, al procedimento di revisione costituzionale in atto nel Paese.

 

Roma, 27 settembre 2016

 

Roberto Carrelli Palombi