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Giustizia disciplinare e nuovo CSM

Giustizia disciplinare e nuovo CSM 28 giugnoLa sezione distrettuale di Unicost organizza un incontro sul tema:"Giustizia disciplinare e nuovo CSM", presso il Nuovo Palazzo di Giustizia di Napoli Tribunale Penale - Aula 115 il giorno 28 giugno 2018 alle ore 15,00

introduce
SILVANA SICA - Presidente di Unità per la Costituzione


partecipano
LUIGI SALVATO - Avvocato Generale presso la Corte di Cassazione
ANGELO SPIRITO - Presidente di Sezione della Corte di Cassazione
CARMELO CELENTANO - Sostituto Procuratore Generale presso la Corte di Cassazione
MICHELE CIAMBELLINI - Giudice del Tribunale di Napoli
LUIGI SPINA - Sostituto Procuratore presso la Procura di Castrovillari


modera e conclude
FRANCESCO CANANZI - Componente del Consiglio Superiore della Magistratura

Il decreto legislativo 109 del 2006 costituisce la bussola che orienta una delle principali espressioni del governo autonomo della magistratura.
L'attribuzione da parte del Costituente, per espresso disposto dell'articolo 105 Cost., della funzione disciplinare al Consiglio superiore della Magistratura costituisce, ancor oggi, l'egida sotto la quale la giurisdizione può svolgersi, in tutti i gradi, con piena libertà di pensiero e di azione.
La terzietà costituzionale della giurisdizione impone appunto che il magistrato eserciti la sua delicata professione sine spe, nec metu, in un dialogo costante e proficuo con la Legge, senza assumersi impropri compiti politici, o, peggio, di redenzione collettiva.
Anzi, proprio sotto tale profilo, il modello di magistrato disegnato dal Costituente, per la diffusività del potere giudiziario e per la sua irresponsabilità politica, di cui sono testimonianza la nomina per concorso; la tendenziale inamovibilità, il mandato non a tempo, l'obbligatorietà dell'azione penale, la soggezione dei giudici solo alla legge, l'assenza di ogni altra distinzione se non per le diverse funzioni svolte, rifugge da ogni idea di magistrato portatore ed espressione di un'etica superiore da innervare, tramite la funzione giurisdizionale, in tutti i gangli vitali della società.
Cartina tornasole di tale considerazione è la convinzione che la funzione disciplinare e il profilo puramente deontologico debbano rimanere distinti, nel senso che non ogni comportamento deontologicamente scorretto può trovare la sua sanzione in sede disciplinare.
Diversamente opinando, si carica la giustizia disciplinare, un po' al pari di quanto, purtroppo, avviene in sede penale, di impropri orizzonti teleologici, che, invece, devono trovare la propria naturale e più funzionale risposta in altri momenti del governo autonomo.
Non è un caso che il legislatore del 2006 ha inteso superare l'atipicità dell'illecito disciplinare e dare rilievo piuttosto che al prestigio della magistratura alla credibilità e fiducia che essa deve godere fra i consociati.
La tavola degli illeciti disciplinari va, allora, declinata, rifuggendo da ogni tentazione etica: il processo disciplinare non è la sede per perseguire ogni tipo di condotta deontologicamente criticabile.
Inoltre, se la giustizia disciplinare deve essere una giustizia di sistema, che, cioè, tenendo conto della complessità del mondo della giustizia, riesca ad andare oltre ogni rigido formalismo, anche a volte di stampo prettamente ragionieristico, è chiaro che il compito di trovare nuovi equilibri sanzionatori, ove quelli attuali si rivelino insoddisfacenti, spetta al Legislatore, senza che tuttavia sia pensabile un ritorno a un passato remoto, semmai mediante la introduzione, come ancora da taluno invocato, di irrealistiche clausole di chiusura.

Quanto precede spiega anche perché non è fuori squadra immaginare, solo per talune ipotesi di illeciti e sanzioni disciplinari, la introduzione a partire dalla normativa secondaria di una qualche forma di riabilitazione, allorché, trascorsi alcuni anni dall'incidente disciplinare, la fase critica sia ormai superata, come attestato dal positivo vaglio di professionalità.
Come si nota, tanti sono i temi sul tappeto e grandi sono le sfide che il nuovo Consiglio, che si va a eleggere il prossimo 8 e 9 luglio, si appresta a raccogliere.
Per questo si è inteso, a pochi giorni delle elezioni, organizzare un dibattito a più voci sul tema, aperto anche a chi, verosimilmente, a breve, sarà impegnato in prima persona a svolgere le funzioni costituzionali attribuite all'Organo di governo autonomo.

La segreteria distrettuale
Michele Ciambellini
Letizia D'Orsi
Marinella Graziano
Ilaria Sasso del Verme

VIDEO DEL CONVEGNO a cura di Radioradicale

LOCANDINA DELL'EVENTO