Report del CDC ANM del 1.04.2017

Sabato 1 aprile 2017 si è riunito il Comitato Direttivo Centrale dell’Associazione Nazionale Magistrati, con all’ordine del giorno il rinnovo delle cariche associative, nel quadro del programmato e progressivo coinvolgimento ed interscambio dei componenti del CDC,  espressione delle diverse sensibilità culturali dei gruppi, nei ruoli di vertice e direttivi dell’Associazione.

Ad un anno di distanza dalla elezione di Pier Camillo Davigo alla Presidenza dell’ANM, e di Francesco Minisci quale Segretario Generale, si è dunque proceduto ad un avvicendamento delle due suddette cariche e dei membri della Giunta Esecutiva.I gruppi hanno concordemente indicato Eugenio Albamonte  alla Presidenza della ANM ed Edoardo Cilenti come Segretario Generale; Antonio Sangermano è stato designato Vicepresidente, Francesco Valentini  Vicesegretario Generale, Rossana Giannaccari Direttore della Rivista “La Magistratura”; Tommasina Cotroneo, Silvia Albano, Stefano Buccino, Michele Consiglio come componenti.

Il Segretario Generale Minisci ed il Presidente Davigo hanno svolto un’ accurata relazione di bilancio sull’attività svolta in questo primo anno.

Pier Camillo Davigo ha in particolare sottolineato la non sempre apprezzabile linearità del Governo nel rispetto degli impegni assunti, nel quadro del confronto attivato con l’ANM, in particolare per quanto concerne il D.L. di riforma del processo penale già approvato da un ramo del Parlamento con la fiducia. L’ analisi politica svolta da Pier Camillo Davigo ha di fatto sintetizzato la linea impressa dalla sua Presidenza, frutto della sintesi politica raggiunta con le varie componenti associative.

Francesco Minisci ha illustrato con acribia il bilancio di un anno di attività associativa, anche in riferimento ai diversi comparti della giurisdizione di cui la Giunta Esecutiva si è ampiamente occupata, nel costante confronto con il CDC. L’attività svolta da Francesco ha trovato unanime apprezzamento da parte di tutti i gruppi,  che gli  hanno riconosciuto la leadership  effettiva della Giunta dell’ANM.

Si è dunque passati alla nomina per acclamazione della Giunta Esecutiva.

Il nuovo Presidente Eugenio Albamonte ha quindi proceduto al suo discorso di insediamento, svolgendo un’ ampia analisi politica e progettuale, da inverarsi nel quadro della unità associativa ed in continuità con la precedente Giunta, focalizzando i “nuovi diritti”, eutanasia, stepchild adoption, etc., quale prossimo orizzonte di impegno associativo, così delineando da subito la visione strategica e le priorità che lo stesso intende  sottoporre al confronto associativo.

Si è dunque aperto il dibattito ed è intervenuto, tra gli altri, il Vice Presidente della ANM, Antonio Sangermano, che ha ringraziato il precedente esecutivo per l’ attività svolta, sottolineando come la “sfida” della unità associativa fosse tutt’altro che scontata nel suo esito positivo.Sangermano ha inoltre sottolineato come il tema dei c.d. “nuovi diritti”  comporti necessariamente, prima ancora che un confronto tra le varie sensibilità culturali dell’ANM, un impegno di coscienza, in cui inevitabilmente potranno affiorare legittime differenziazioni, che si spera potranno trovare una sintesi.Antonio Sangermano ha anche vividamente sottolineato come oltre ai c.d. “nuovi diritti” debba rilevare in maniera epicentrica nel dibattito associativo il tema della “sicurezza sociale”, da intendersi quale diritto soggettivo e collettivo integrante il presupposto stesso per l’esercizio effettivo di ogni diritto individuale, atteso che senza sicurezza sociale non esistono diritti ma solo paura. L’intervento si è poi incentrato sulla legge in discussione in Parlamento concernente il tema dei “Magistrati in politica”, ed il collega Sangermano ha evidenziato come il diritto costituzionale a candidarsi alle elezioni debba ovviamente valere per tutti i cittadini, ivi compresi i Magistrati, di tanto che la previsione di obblighi troppo stringenti nella fase prodromica alla candidatura, come il dovere di aspettativa non retribuita a decorrere da sei mesi antecedenti la data delle elezioni, possa comportare una lesione del suddetto diritto costituzionale, di fatto intralciandone il concreto esercizio.Al contrario, la Legge al vaglio delle Camere è troppo blanda per quanto riguarda la fase di rientro nella giurisdizione del Magistrato che abbia svolto incarichi politico-istituzionali, dovendosi piuttosto prevedere un assoluto divieto di rientro nell’esercizio di funzioni giudiziarie.

Il dibattito è proseguito con la illustrazione, da parte di Tommasina Cotroneo, dei lavori svolti dalla Commissione del CDC sul Disegno di Legge di riforma del processo penale.

Tommasina Cotroneo ha evidenziato le pregnanti criticità del suddetto D.L. rilevate dalla Commissione, in particolar modo concernenti l’ avocazione obbligatoria del Procuratore Generale dei procedimenti che non siano stati definiti dal P.M. di primo grado con esercizio dell’azione penale o richiesta di archiviazione allo spirare del termine di tre mesi, salvo proroga concessa dal P.G., decorrente dalla scadenza del termine delle indagini preliminari. Tale impostazione produrrà un abnorme accumulo di procedimenti in Procura Generale, con conseguente necessità di applicare al suddetto Ufficio i P.M. di primo grado.

Il cospicuo aumento dei limiti edittali minimi delle pene dei c.d. “delitti di strada”, tra cui la rapina ed i furti, ha catalizzato l’attenzione di Luca Poniz, che ha denunciato il rischio di una giustizia sperequativa, obbligata a punire con pene abnormi anche fatti di lieve entità, si pensi ad una rapina impropria con estrinsecazione di una “vis modica”, e ciò in raffronto ad altri reati, come la falsa fatturazione, laddove condotte idonee ad alterare in maniera rilevante la trasparenza dei commerci sono punite con pene sensibilmente più basse rispetto a reati predatori obiettivamente privi di reali coefficienti di allarme sociale.

Il collega Alfonso Scermino è intervenuto condividendo l’analisi svolta da Luca Poniz, evidenziando come tuttavia la concreta dosimetria della pena integri il fulcro di una giurisdizione idonea ad essere recepita dai consociati come giusta ed efficace nella repressione dei reati. La tendenza all’applicazione di pene sempre tendenti al minimo edittale, con automatismi nella concessione delle attenuanti generiche e della sospensione condizionale della pena ha indotto il legislatore ad un inasprimento del regime sanzionatorio per reati che destano allarme sociale.All’esito del confronto il CDC ha deliberato di dare mandato alla GEC affinchè sensibilizzi la società civile ed il mondo politico sulle gravi conseguenze derivanti dall’approvazione del Ddl penale. Un ulteriore punto all’ordine del giorno relativo alla richiesta al CSM di prevedere forme di esonero dal lavoro giudiziario per i componenti della Giunta dell’ANM è stato rinviato, su richiesta dei componenti UNICOST, al prossimo CDC del 22 aprile. Abbiamo ritenuto necessaria una riflessione  all’interno del gruppo su un tema che tocca l’essenza dell’associazionismo.Ci attende un anno certamente non facile, ” da far tremare i polsi” per usare l’espressione di Davigo, con una presidenza fortemente caratterizzata ed una nuova compagine della Giunta con cui confrontarci. Ci auguriamo, però, di continuare ad avere un ruolo propulsivo all’interno della Giunta per l’affermazione dei valori di UNICOST, e, nel contempo, per offrire un contributo di mediazione e moderazione al fine di  perseguire l’unitarietà. Contiamo fortemente sull’esperienza del Segretario Generale, del Presidente, della Segreteria e di tutto il gruppo, che avranno una lente di ingrandimento sul nostro operato per offrirci  suggerimenti, riflessioni ed anche critiche.Grazie per la fiducia che ci avete accordato

Antonio Sangermano

Rossana Giannaccari

Tommasina Cotroneo

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