Report del CDC ANM del 18.02.2017

Va premesso che Unicost presentava ad inizio seduta tre documenti, sul tema dei migranti, della magistratura onoraria e delle nomine di direttivi e semidirettivi.Il Segretario Generale, Francesco Minisci svolgeva una completa ed efficace relazione sugli ultimi accadimenti e, in particolare, sulle questioni sorte a seguito dell’entrata in vigore del d.l. 168/16 e sulle iniziative adottate in occasione della inaugurazione dell’anno giudiziario. Evidenziava come sia stata apprezzata dai colleghi la presa di posizione dell’ANM ed il contenuto del documento letto dai rappresentanti della associazione. Ribadiva le ragioni sottostanti alla sofferta scelta adottata, che non voleva essere uno sgarbo istituzionale, ma intendeva ribadire con forza il principio costituzionale secondo il quale il governo non può scegliere i magistrati più o meno illuminati da trattenere in servizio. L’associazione ha in occasione della inaugurazione mostrato, al contempo, vicinanza ai colleghi che portano il fardello del lavoro presenziando alla inaugurazione presso i singoli distretti. Non si è trattato – ha proseguito Francesco – di una scelta corporativa, ma di una forte ed efficace presa di posizione a tutela dei principi costituzionale, sui quali non si transige. Evidenziava, infine, la proficua posizione assunta a tutela dei giovani colleghi, che ha comportato l’adozione dell’emendamento che consente che introduce una idonea disciplina transitoria, con conseguente aumento del periodo di permanenza per almeno quattro anni solo per il futuro. Si è trattato di un risultato ottenuto grazie all’impegno e alla perseveranza dell’anm. Toccava poi i temi della Magistratura onoraria, che rappresenta ormai una emergenza, ed in relazione al quale Francesco ha riferito di avere avuto un incontro presso il ministero, anche con una rappresentanza della magistratura onoraria, in occasione del quale il ministro ha riferito in merito alle possibili modifiche, compresa una possibile forma di stabilizzazione per quelli impegnati da anni negli uffici giudiziari, fermo restando il principio della temporaneità per i nuovi ingressi. Sul punto è stato chiesto espressamente un parere all’anm sulle soluzione prospettate. La Giunta si sta già attivando in merito.  Vi era poi un breve intervento del Presidente Davigo, che toccava il tema della carenza di organico, che rappresenterebbe la ragione della permanenza per tempo lungo nelle sedi disagiate dei magistrati di nuova nomina. Quanto al tema della Magistratura onoraria, definiva la questione come una bomba ad orologeria, in quanto una volta introdotta la remunerazione degli incarichi non si può creare precariato a vita. Faceva poi un breve cenno alla richiesta di AeI di inserimento all’ordine del giorno del tema dei rapporti tra anm e csm, chiarendo che non vi è da parte del gruppo l’intenzione di delegittimare il csm. L’esigenza sentita è di comprendere i criteri che sono adottati. Faceva infine un appello all’unità, in quanto l’unità è stata una forza, e siamo riusciti ad ottenere una parte di quanto era stato negoziato.  A questo punto, il dibattito veniva monopolizzato per circa due ore (!!!) da un intervento a sorpresa di Pasquale Grasso (MI), che, pur essendo coordinatore dell’ufficio sindacale (di cui fanno parte Ilaria Pepe, AeI, Marcello Basilico, Area, Alfonso Scermino, Unicost), depositava a titolo personale un documento nel quale sottoponeva al cdc la situazione di affanno in cui opera l’ufficio sindacale, chiedendo al CDC di votare la sua proposta di impegnare la GEC affinchè richiedesse formalmente al CSM di disporre l’esenzione dal lavoro ordinario dei membri dell’ufficio sindacale o quanto del Presidente e del Segretario Generale della Gec. L’intervento suscitava una serie di reazioni vibranti, in ordine ai modi e anche al merito.Giuliano Caputo interveniva immediatamente, giudicando quello di Pasquale nulla più che uno sfogo personale, che seppure comprensibile perchè l’impegno per tutti è tanto introduce un tema che non può essere affrontato in modo frettoloso, occorrendo ragionare con calma, in quanto il tema involge questioni di principio, e non può essere risolto facendo riferimento a luoghi comuni. Giuliano quindi presentava una mozione per rinviare ad altro CDC la trattazione.Interveniva quindi Alfonso Scermino, che con tono fermo e composto stigmatizzava innanzitutto le modalità adottate da Pasquale Grasso, il quale non aveva fatto cenno della sua iniziativa all’interno dell’ufficio sindacale. Alfonso nel merito dichiarava di comprendere il grido lanciato da Pasquale, in quanto l’impegno richiesto è effettivamente grande, trattandosi pertanto di un tema sul quale occorre confrontarsi. Ma ha ribadito al contempo che per lui il lavoro giudiziario deve venire prima di tutto, perché se i colleghi ci hanno sostenuto e ci hanno votato è per come noi ogni giorno facciamo i magistrati, e questo valore non deve mai essere abbandonato. Senza dubbio pertanto l’impegno negli uffici dell’anm deve essere organizzato in modo tale da rendere compatibile l’attività associativa con il lavoro giudiziario che viene sempre e comunque prima di tutto. Anche Giovanni Tedesco interveniva, ribadendo che il tema involge i principi che informano l’azione di anm e facendo sua la mozione di congelare e differire la stessa al prossimo cdc.Ilaria Pepe di AeI dichiarando di parlare a nome personale si diceva d’accordo a metterlo all’ordine del giorno del prossimo CDC, rappresentando che è stato possibile per lei affrontare il lavoro dell’Ufficio sindacale solo perchè era commissario del concorso notarile.Paolo Criscuoli (MI) interveniva dicendo che il documento predisposto da Grasso ha l’appoggio di MI. L’ANM deve essere tempestiva e propria. Vi sono grandi difficoltà a partecipare all’ANM per chi viene da lontano. La proposta viene fatta oggi perchè valga per la prossima tornata.Marcello Basilico, componente dell’ufficio sindacale, stigmatizzava che nel documento di Grasso si fa riferimento solo alla attività di due soli gruppi pur essendo rappresentati nell’ufficio sindacale tutti.Sulla stessa linea Tommasina Cotroneo, la quale richiamava all’ordine facendo presente che con l’intervento fuori programma di Grasso si era tolto tempo ai punti all’ordine del giorno.Con votazione a maggioranza la questione veniva accantonata.

Si riprende ordine del giorno.

PRIMO PUNTO

Francesco Valentini presentava il documento di AeI sul rapporto anm-csm, evidenziando che la possibilità di adottare scelte senza dare conto delle stesse è un potere che può sfociare in arbitrio. Il csm ha regolamentato la propria discrezionalità  con il t.u. dirigenza. Dobbiamo chiederci se il testo unico sia adeguato. Non intendiamo che anm si sostituisca al csm o al giudice amministrativo, non intendiamo entrare nel merito delle singole scelte. Occorre osservatorio di 4 componenti che osservi come csm applichi i parametri quando li declina in concreto. Esponeva i punti del documento: 1. Promuovere Incontro anm e comitato presidente csm 2. Istituzione osservatorio, che raccolga temi di carattere generali ma anche casi specifici, e valuti di proporre modifiche normativa secondaria 3. Protocollo con CSM per garantire l’osmosi dei dati e delle informazioni dal csm 4. Istituire una mailing list o indirizzo posta dedicato dove possano essere effettuate le segnalazioni che possono offrire uno spunto per osservatorio.Alessandra Salvadori interveniva immediatamente dopo, esponendo il contenuto del documento presentato da Unicost. Si opponeva alla costituzione di un osservatorio sulle nomine, ritenendo accettabile esclusivamente una valutazione delle regole generali. Evidenziava che un eventuale incontro con il csm non avrebbe avuto senso se non dopo il lavoro svolto in seno al CDC con la enucleazione di principi da sottoporre. Manifestava la richiesta del gruppo di richiedere la trasparenza degli atti delle istruttorie presso il CSM, e poneva l’attenzione sul tema spinoso dei fuori ruolo, sui quali si può proporre di riportare in vita proposta unicost di pretendere bagno di giurisdizione per chiunque viene da fuori ruolo ed ambisce ad incarico direttivo.Quindi interveniva Antonio Sangermano che dichiarava di non condividere nulla del documento di aei, espressione di una deriva populista, ed evidenziava che qualsiasi intervento non può mai prescindere dalla situazione del paese, e che il documento risulta chiaramente connesso ad atteggiamenti pericolosi al nostro interno, come quando si è invocato un semidirettivo a furor di popolo in occasione di una recente nomina. Possibile e auspicabile è invece una riflessione sui criteri di nomina.Tommasina Cotroneo interveniva ribadendo la centralità del ruolo del csm, no ad un suo ridimensionamento del suo ruolo di garanzia. I magistrati e l’anm devono guardare al csm come baluardo di garanzia e devono credere nella trasparenza. La discrezionalità esiste e non è eliminabile. Non può essere demandato il controllo sulle nomine all’anm, spettando questo agli organi di giustizia amministratva. Occorre essere più consapevoli delle espressioni che si usano quando si confezionano documenti, le generalizzazioni e la semplificazione sono pericolose, in quanto la realtà complessa richiede una complessità di pensiero. Attaccare indistintamente il csm significa attaccare l’autonomia e indipendenza della magistrature, attaccare con pensiero semplificato e generale l’attività del csm è pericolosissimo. Il Csm opera bene solo quando nomina pochi eletti? Con riguardo al T.u. Tommasina ha ribadito che va confermato il superamento del criterio dell’anzianità, in quanto va privilegiato il merito. Una valutazione approfondita e seria degli indicatori invece va sicuramente effettuata.Giuseppe Marra di AeI interveniva dichiarando che c’era stato un equivoco sul significato del documento di aei, in quanto anche Aei ritiene che non possiamo fare il controcanto alle scelte del csm. La commissione serve per valutare in modo snello dei casi generali o singoli da cui si ricava un problema generale. Non va sindacata la nomina del singolo che non ci interessa più di tanto. Il singolo caso ci può portare invece a espungere un principio di carattere generale.

A questo punto interveniva Rossana Giannaccari che smascherava senza mezzi termini l’intento di Aei, dichiarando che l’intervento di Marra conferma la volontà di aei di procedere al sindacato delle nomine. Csm è il nostro primo interlocutore, possiamo valutare idoneità dei criteri ma non è possibile fare valutazione sulle singole nomine. Il Tar ha il compito di sindacare nomine, attribuire tale potere all’anm significa andare sulle vie del populismo. Proposte di unicost invece sono concrete nella via di apportare correttivi. Anzianità senza demerito ci porta indietro di anni.Seguivano gli interventi di Alcide Maritati e Luca Poniz, per Area, entrambi perplessi sul documento, ancor più dopo l’intervento di Marra. “Controllo” e “sentinella” sono termini che esprimono un principio che non si può condividere in relazione all’azione del csm che è garante della autonomia e indipendenza, che ha regole, si dà delle regole, possiamo valutare criticamente le regole, interloquire, ma non sindacare le scelte, non bisogna dare ascolto alla pancia della magistratura che duole talvolta per alcune decisioni.  Intervenivo io (Rossella Marro) ribadendo che Unicost non ha paura di affrontare le questioni relativa alla azione del csm. Nel documento infatti chiede la piena trasparenza e ritiene si debba affrontare il tema dei fuori ruolo (fatti non demagogia). Due principi: il sindacato sul CSM non può comportare l’attacco indiscriminato all’organo di autogoverno. In questo modo si lavora contro la Magistratura. Il riferimento contenuto nel documento di Aei a “questioni specifiche” e l’idea dell’indirizzo di posta elettronico dedicato sono univoche indicazioni del senso reale della proposta di AeI. Si chiede di fomentare e cavalcare il malcontento dei singoli. Sono anni che critichiamo un certo modo di fare spettacolo dei processi anche in televisione, perchè pensiamo che il processo debba svolgersi nella sua sede naturale e non debba essere trasportato in altre sedi, ed ora facciamo la stessa cosa con le decisione del csm. Non vogliamo trovarci al cdc in presenza del plastico del csm. Si tratta di un gioco al massacro. Vi è una sede opportuna: la Commissione Ordinamento già consente di affrontare tutte le questioni relative ai criteri di nomina, alle questioni generali.Alessandro Pepe, a questo punto, interveniva difendendo la loro proposta e ribandendo che non è intenzione del suo gruppo attaccare autonomia ed indipendenza della magistratura. Esprimeva il concetto di autogoverno diffuso, che non si fa solo nel palazzo dei marescialli, di un autogoverno che appartiene a tutti.Giovanni Tedesco proponeva di espungere la premessa del documento aei, definito irricevibile, e di concentrarsi sull’interesse a fissare principi di carattere generale.

Piercamillo Davigo interveniva dichiarando che ciò che ci unisce è più forte di quello che ci divide. Tutti vogliamo tutelare l’organo di autogoverno. Il metodo migliore è evitare deriva che sta montando tra i colleghi, che vogliamo frenare. Quindi è meglio che siamo noi a dire al csm alcune cose che non vanno. Csm si è dato t.u. perchè ha ammesso che fino ad allora non erano comprensibili alcune nomine.Eugenio Albamonte dichiarava che la crisi dell’autogoverno deve comportare da parte nostra il rafforzamento della credibilità del csm. Primo tema è quello delle regole, il secondo è il tema dell’applicazione delle regole. Dobbiamo lavorare sulle regole.Marcello Basilico interveniva sulla stessa linea.

I lavori venivano sospesi alle ore 14:00 (senza pranzo!!!) ed iniziavano i lavori per trovare un componimento che consentisse di giungere ad un documento condiviso.Alle 16:00 si riprendevano i lavori. Viene concordato un documento comune di cui viene data lettura, costituzione gruppo di studio in seno alla commissione ordinamento composto da quattro componenti del cdc, compresi presidente e coordinatore della commissione.

II PUNTO ORDINE DEL GIORNO

Giannaccari dà lettura del documento presentato al cdc da unicost sulla magistratura onoraria. Marcello Basilico evidenzia la inopportunità di assegnare ai got ruoli autonomi almeno nella materia diritto del lavoro, essendo opportuno mantenere il controllo da parte dei giudici togati con una forma di collaborazione con il togato. Evidenzia inoltre la delicatezza del riconoscimento del trattamento contributiva, assistenziali e previdenziale che determina l’inquadramento come lavoratori dipendenti. Infante rivendica la formulazione del documento unicost.  Giannaccari fa presente lo stato dell’arte e soprattutto la giurisprudenza comunitaria che chiede allo Stato di decidere. Si riferisce ai got che stanno lavorando da anni negli uffici e hanno sostenuto gli uffici. Si sospende per giungere alla approvazione di un documento condiviso. Apportando alcune correzioni al documento originario, viene approvato.Considerata l’ora tarda alle ore 17:15 si rinvia il cdc che viene convocato da ora al 4 marzo.

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