“Il voto di oggi consegna un messaggio istituzionale chiaro: riaffermare la centralità della Carta costituzionale antifascista e del principio della separazione dei poteri, fondamento essenziale della nostra democrazia. Abbiamo difeso questo principio nel merito, con convinzione, perché riteniamo che non sia negoziabile. È tuttavia evidente che i cittadini non hanno respinto soltanto il contenuto della riforma, ma hanno anche bocciato il metodo con cui è stata portata avanti, troppo spesso segnato da forzature e contrapposizioni.
Da questo esito non traiamo alcuna rivincita. Al contrario, ne deriva una responsabilità ancora più grande: continuare a lavorare, da servitori dello Stato, per migliorare la giustizia attraverso riforme serie, condivise e realmente utili ai cittadini. Ci aspettiamo ora l’apertura di una discussione parlamentare su proposte concrete di reale miglioramento della giustizia, accompagnata dalla raccolta dei doverosi pareri del Consiglio Superiore della Magistratura. Allo stesso tempo, riteniamo indispensabile che sui temi delle riforme venga ripreso un confronto sereno e costruttivo con l’intera avvocatura italiana.
Colpisce il segnale proveniente da molte regioni del Mezzogiorno, dove il voto riflette anche la consapevolezza concreta del valore dell’autonomia della magistratura e dell’equilibrio tra i poteri, maturata spesso nel confronto diretto con la criminalità organizzata.
Ora il tempo della propaganda deve lasciare spazio a quello della responsabilità. Le riforme che incidono sull’assetto costituzionale della giustizia non possono essere imposte né ridotte a bandiere identitarie, ma richiedono serietà, confronto e rispetto profondo per le istituzioni”.
Roma, 23.03.2026
La Direzione Nazionale di Unità per la Costituzione

