Contributo per il programma elettorale di Luigi Cuomo – Sostituto Procuratore Generale Corte di Cassazione

La modernità pone al centro di ogni riflessione la necessità di una profonda fase di rinnovamento, intesa come autoriforma, rinascita etica, innovazione delle leggi e dell'organizzazione del lavoro e degli Uffici giudiziari. L'elevata laboriosità individuale dei magistrati non trova corrispondenza in un'equivalente efficienza del sistema penale e del livello di automazione delle risorse attualmente disponibili.

Elezioni per il rinnovo del Comitato Direttivo Centrale 6, 7, 8 marzo 2016

L’INFORMATIZZAZIONE DELLA GIUSTIZIA PENALE

La modernità pone al centro di ogni riflessione la necessità di una profonda fase di rinnovamento, intesa come autoriforma, rinascita etica, innovazione delle leggi e dell’organizzazione del lavoro e degli Uffici giudiziari. L’elevata laboriosità individuale dei magistrati non trova corrispondenza in un’equivalente efficienza del sistema penale e del livello di automazione delle risorse attualmente disponibili.

La scarsità di risorse rende necessario orientare ogni sforzo sul piano di una più efficiente organizzazione delle dotazioni umane e materiali e sull’introduzione del processo penale telematico, per la cui funzionalità occorrono investimenti, fornitura agli uffici di strumenti informatici di facile uso, formazione e riqualificazione del personale, oltre ad un’operosa sinergia con gli avvocati e con gli altri operatori professionali. Non a caso si parla di organizzazione e di innovazione come di un processo unitario, perché gli interventi non possono che procedere congiunti.

L’impegno di Unità per la Costituzione in questo settore tenderà a sollecitare un incremento del livello automazione e a sensibilizzare tutti i soggetti coinvolti, in quanto con le notifiche telematiche a persone diverse dall’imputato è terminata la gestione in forma esclusivamente “cartacea” degli atti ed è iniziata una vera e propria “dematerializzazione” del processo penale.

È notorio che il sistema penale sconta in questo campo, a differenza di quello civile, le maggiori problematicità derivanti da un elevato numero di soggetti coinvolti, che trattano i dati processuali e, soprattutto, interagiscono con le norme a garanzia della privacy.

Il sistema informativo della cognizione penale costituisce l’elemento strategico più importante e rappresenta un apparato complesso, che offre una vasta gamma di utilità per raccogliere, registrare e restituire in maniera analitica i dati digitali e le attività compiute nell’arco dell’intero procedimento penale.

In attesa di costruire un vero ufficio del processo, i programmi informatici, le buone prassi e la cultura dell’automazione devono trovare ingresso in maniera omogenea in tutti gli uffici giudiziari per formare un sistema efficace di gestione dei flussi documentali, che consenta la formazione di fascicoli processuali interamente digitalizzati, con conseguente recupero di risorse, in termini di energie lavorative e materiali. Il sistema dovrà essere in grado di gestire gli atti in formato digitale e di farli circolare tra tutte le parti del processo, in ogni fase procedimentale, dalla notizia di reato fino all’espiazione della pena, senza limitarsi a gestire in forma integrata le notifiche penali ai soggetti interessati.

Ogni magistrato dovrà essere posto in grado di monitorare i propri flussi di lavoro e di accedere immediatamente alle informazioni relative al proprio ruolo, con possibilità di gestire le udienze e le scadenze, nonchè di formare gli atti.  È tempo, ormai, di adeguarsi alle esigenze informatiche e ai ritmi imposti dal progresso, che richiedono un nuovo modello di giudice, ripudiando ogni approccio conservatore: la tecnologia non può più essere relegata a mera funzione servente, perché essa stessa incide sulla struttura del processo, in cui sarà preminente la dimensione elettronica di atti e documenti.

Il sistema telematico sta per assurgere a “luogo” di accesso delle parti al processo, perché più che la cancelleria nella sua fisicità, acquisterà progressiva importanza l’area virtuale di accesso e trasmissione elettronica dei documenti in formato immateriale. L’intero meccanismo è disciplinato da regole tecniche per adattare l’impianto normativo esistente alle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, che imporranno nell’immediato futuro l’adozione di un “fascicolo informatico penale”, nel quale confluiranno atti e documenti da chiunque formati, ricevute di posta elettronica, allegati e copie digitali.

L’informatizzazione del processo sarà progressivamente inarrestabile e l’operatore del diritto dovrà confrontarsi non solo con le notifiche elettroniche e con il fascicolo processuale in forma dematerializzata, ma anche con la formazione della prova in ambito digitale, come del resto già accade per la videoconferenza.

Scarica il pdf

Condividi su facebook
Condividi su twitter