Giustizia tributaria

L’ ipotizzata devoluzione della materia tributaria alla Magistratura contabile, di cui alla risoluzione del Comitato di Presidenza della Corte dei Conti,  costituisce l’ennesima proposta di dubbia coerenza sistematica che prova a risolvere problemi oggettivi, arrecando, tuttavia, un grave vulnus alla terzietà,  indipendenza ed imparzialità del giudice tributario; principi, questi, che verrebbero inevitabilmente sacrificati in vista degli obiettivi del raggiungimento delle entrate pubbliche, quale premessa essenziale della spesa. 

Obiettivo della giustizia tributaria è garantire l’equità del prelievo fiscale e la parità delle armi nel processo e tanto è in netto contrasto con la reductio ad unum del giudice dell’entrata e del giudice della spesa pubblica.


La specialità e l’esclusività della giurisdizione tributaria sono un patrimonio del nostro ordinamento giuridico che deve essere difeso.

Come osservato, peraltro, dalla Giunta ANM della Cassazione, una scelta siffatta – che costituirebbe un ulteriore vulnus all’Unità della Giurisdizione e sarebbe di dubbia costituzionalità rispetto alla previsione dell’art. 103 Cost. – sottrarrebbe al controllo di legittimità della Corte di cassazione un intero settore dell’ordinamento giuridico, quello del diritto tributario, di fondamentale importanza e delicatezza, in quanto concernente il rapporto nevralgico tra Fisco e Cittadino contribuente, la cui concreta esplicazione involge i principi fondamentali di uno Stato di diritto.


La questione dell’efficienza, della trasparenza e della professionalità della giustizia tributaria non può essere affrontata sull’onda di recenti indagini che pongono una grave questione di credibilità anche all’interno di questa giurisdizione speciale, ma deve essere posta e risolta in modo efficace e moderno, sostenendo una maggiore qualità tecnica e un più elevato profilo morale e deontologico dei giudici tributari.


Questi obiettivi devono essere garantiti e realizzati attraverso un ripensamento del sistema di reclutamento che garantisca le migliori professionalità per il settore, mantenendo fermo un intervento disciplinare tempestivo ogniqualvolta sia necessario, prevedendo risorse e strutture proporzionate al carico di lavoro delle Commissioni tributarie, assicurando dignità e compenso adeguati all’esercizio di tale delicata questione.


Solo in questo modo si potrà realizzare pienamente il ruolo del giudice tributario che proprio nello scambio interprofessionale delle sue componenti trova la migliore risposta moderna all’esigenza di una fiscalità efficiente e a misura di cittadino e nel rispetto dei principi di civiltà giuridica, dei diritti e delle garanzie.

La Presidenza e la Segreteria nazionali di Unità per la Costituzione

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