I diritti in gioco, la magistratura di sorveglianza, la serietà delle pene

Seguiamo con apprensione l’esplosione della violenza in alcuni istituti penitenziari sparsi sul territorio nazionale.

Siamo certi che la magistratura di sorveglianza, nell’esercizio delle funzioni di vigilanza e chiamata a decisioni ancora una volta delicate, in ordine alla possibile sospensione dei permessi premio e della semilibertà per ragioni sanitarie, saprà operare con saggezza e equilibrio nel bilanciamento dei diritti in gioco. Ai magistrati di sorveglianza va il nostro incondizionato sostegno.

Esprimiamo anche la nostra vicinanza al personale, amministrativo e di polizia, impegnato nelle carceri, certi che saprà, anche in questo difficile momento, spiegare le scelte normative, auspicando che possa disporre degli strumenti adeguati per garantire il necessario rapporto fra detenuto e familiari.

I problemi del sovraffollamento carcerario sono gravi e non possono che essere risolti in modo strutturale, non certamente con l’adozione di misure che, in una fase di emergenza come quella attuale, paleserebbero la debolezza dello Stato. L’esigenza di ridurre il sovraffollamento carcerario non può condurre a colpi di spugna, che non sarebbero compresi dalle persone offese e dai cittadini, oltre a veicolare inopportuni messaggi di impunità.

La concezione costituzionale della pena, intesa anche come opportunità per il reinserimento, implica la disponibilità di personale e risorse adeguate per la creazione di una solida organizzazione esterna al carcere, che assicuri l’effettività e la serietà delle misure alternative, nel rispetto delle esigenze di recupero del condannato e di difesa della collettività .

Il Presidente  – Mariano Sciacca

Il Segretario Generale – Francesco Cananzi   

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