1. Presentazione e percorso professionale

Sono nato a Salerno il 24 gennaio 1975 e sono entrato in magistratura nel 2004. Nel corso di oltre vent’anni di attività giudiziaria ho maturato esperienze significative in diversi uffici e funzioni: dal dibattimento penale presso il Tribunale di Salerno alle sezioni distaccate di Montecorvino Rovella e Mercato San Severino, dove ho affrontato anche complesse criticità organizzative, fino al Tribunale del Riesame e delle Misure di Prevenzione, che ha rappresentato un passaggio fondamentale nella mia crescita professionale.

Dal 2015 ho svolto le funzioni di GIP/GUP presso il Tribunale di Salerno, ufficio che considero centrale per il giudice penale, perché richiede rapidità, qualità decisionale e piena consapevolezza del ruolo di garanzia nella fase delle indagini preliminari. In tale veste ho trattato procedimenti di rilevante complessità in materia di criminalità organizzata, reati contro la pubblica amministrazione, contro la persona e il patrimonio, nonché reati tributari, finanziari e fallimentari, anche con profili transnazionali. Dal settembre 2025 svolgo le funzioni di consigliere penale presso la Corte di Appello di Salerno.

2. La candidatura

Ho deciso di candidarmi al Consiglio Superiore della Magistratura perché ritengo essenziale che nell’organo di autogoverno siano presenti magistrati che abbiano vissuto concretamente, negli uffici giudiziari, le difficoltà quotidiane del lavoro giurisdizionale, organizzativo e informatico. La mia esperienza professionale si è affiancata a un intenso impegno associativo nel gruppo nazionale di Unità per la Costituzione e nel distretto di Salerno dove sono stato Presidente della Giunta Sezionale dell’ANM dal 2016 al 2020, maturando un confronto costante con i colleghi, cercando di ascoltare sempre le loro esigenze e le loro proposte.

Credo in un’attività associativa e consiliare fondata su equilibrio, autonomia, ascolto e capacità di sintesi, lontana da logiche di mera appartenenza e orientata al miglioramento effettivo della giurisdizione. Anche per questo, nel 2020, ho scelto di prestare servizio in applicazione volontario, come Presidente dell’ANM, in assenza di giuridiche possibilità di procedere alla destinazione di un magistrato in grado di superare le incompatibilità, come GUP presso il Tribunale di Vallo della Lucania, senza esonero dall’ufficio di provenienza, per contribuire concretamente al superamento di siffatta grave criticità organizzativa.

Tra le priorità che ritengo debbano impegnare il prossimo Consiglio vi sono il funzionamento della giustizia civile e penale, l’impatto delle riforme, l’informatizzazione degli uffici giudiziari, il processo penale telematico, l’utilizzo dell’intelligenza artificiale, la revisione delle piante organiche, l’attenzione anche alle peculiari difficoltà di circondari medi e piccoli.

Il Consiglio dovrà inoltre rivolgere maggiore attenzione al singolo magistrato, alle valutazioni di professionalità, alla scelta dei dirigenti, alle garanzie nei procedimenti partecipati e alla semplificazione dell’attività consiliare, anche attraverso un testo unico delle principali circolari e delibere e una comunicazione più diretta e trasparente con i distretti.

La mia candidatura nasce dunque dalla consapevolezza di quanto cruciale sia questo momento storico, considerato l’esito del Referendum e dalla convinzione che il CSM debba meritare la fiducia di magistrati e cittadini attraverso scelte trasparenti, indipendenti e realmente orientate al loro servizio.