Stefania D’Errico
Stefania D’Errico – Candidata per il IV collegio territoriale SUD (Puglia – Basilicata – Calabria – Sicilia)
Giudicante merito

DATI PERSONALI
Sono nata il 18 ottobre 1963 a Taranto, ove ho conseguito la maturità classica.
Ho frequentato l’Università Statale di Pisa, città con la quale conservo importanti legami, in quanto ancora vi risiede la mia famiglia di origine.
Sono coniugata e ho due figli, entrambi studenti universitari.


ESPERIENZE PROFESSIONALI
Sono stata nominata magistrato ordinario con D.M. 29/09/1992, svolgendo il periodo del tirocinio a Firenze.

Il 17 novembre 1993 ho assunto le funzioni di sostituto procuratore presso la Procura Circondariale di Brindisi, all’epoca centro del fenomeno del contrabbando di generi di monopolio e caratterizzata da una criminalità aggressiva e spregiudicata, con notevoli ripercussioni sociali.

Dal 1996 ho svolto funzioni di giudice del dibattimento penale presso il Tribunale di Taranto; in questo periodo ho trattato complessi maxi-processi di criminalità organizzata in materia di usura, associazione a delinquere di stampo mafioso e associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, segnalati nelle relazioni annuali della commissione antimafia; ho svolto giovanissima funzioni di presidente del collegio penale.

Nel 2003 ho assunto le funzioni di giudice civile presso la prima sezione del Tribunale di Taranto, ove mi sono prevalentemente occupata di diritto di famiglia, anche in qualità di coordinatore della sezione.
Dal 2018 sono presidente di sezione, dapprima della seconda sezione civile, che si occupa della materia contrattualistica (soprattutto bancaria), e dal 2021 della prima sezione civile.

Ho utilizzato sin dalla sua introduzione e promosso l’utilizzazione del processo civile telematico, inizialmente per l’emissione dei decreti ingiuntivi telematici e poi per la consultazione del fascicolo e
la redazione dei verbali e degli atti giudiziari.

Nel mio percorso professionale si inserisce, da ultimo, la applicazione al settore penale in qualità di presidente della Corte di Assise del processo c.d. ILVA-AMBIENTE SVENDUTO a carico di 44 tra imputati persone fisiche e società incolpate ex D.Lgs. 231/2001 e oltre 1400 parti civili per delitti di disastro ambientale, avvelenamento e altri gravissimi reati anche contro la P.A., che si è concluso, a seguito di un dibattimento durato cinque anni con la celebrazione di 332 udienze, il 31.05.2021.

Tale processo è stato segnato da tensioni sociali e da una notevole attenzione mediatica a livello nazionale, che tuttavia non hanno impedito che lo svolgimento del dibattimento, pur caratterizzato dalla proposizione di rilevanti questioni tecnico-giuridiche (nel suo corso sono state emesse circa 300 ordinanze dibattimentali), fosse improntato oltre che al costante rispetto delle posizioni delle parti, alla assoluta serenità di giudizio e riservatezza nella condotta, processuale e non, dei componenti togati e popolari della corte di assise.

Su mia disponibilità e in seguito a varie nomine del Presidente del Tribunale, ho contribuito al progetto dell’Ufficio per il processo, partecipando a tutte le riunioni organizzative e di verifica del progetto, nonché al Progetto StartUPP – Pon Governance – MG gruppo 5, in qualità di unico magistrato referente del Tribunale di Taranto.

Quanto alle esperienze ordinamentali e di organizzazione, segnalo di aver fatto parte quale Componente effettivo del Consiglio Giudiziario della Corte di Appello di Lecce nel periodo 01-01.2002 – 31.12.2003, membro della Commissione disciplinare art. 17 D.Lgs. 28 luglio 1989 n. 271 (dal 20.2.2017) per un biennio, Componente della Commissione di Studi ANM in tema di parità di genere, Presidente della locale sottosezione ANM dal 2016 al 2018 e attualmente Magistrato Coordinatore e Referente per i Giudici Onorari in servizio presso il Tribunale di Taranto.

Ho collaborato alla sottoscrizione di diversi Protocolli di Intesa, tra cui il Protocollo di intesa per la realizzazione di azioni comuni per la lotta al Bullismo e Cyberbullismo, e promosso quelli in materia di Patrocinio a spese dello Stato e di Spese straordinarie nell’interesse dei figli.


L’espletamento di funzioni così variegate mi ha consentito di conseguire un approfondita conoscenza del lavoro giudiziario nei vari settori della giurisdizione, nella continua ricerca di un necessario punto di equilibrio tra lo svolgimento del normale lavoro quotidiano e dei compiti organizzativi e di coordinamento e il ruolo sociale che il magistrato è chiamato ad assolvere verso l’ambiente e la comunità in cui opera.


LA MIA CANDIDATURA
Sono convinta sostenitrice del valore irrinunciabile dell’autogoverno autonomo della magistratura, che va salvaguardato ma soprattutto onorato nell’esercizio quotidiano dell’attività giurisdizionale, che deve essere costantemente ispirato alla tutela dei fondamentali principi costituzionali.

Alla preoccupante caduta di fiducia dell’opinione pubblica nei confronti della magistratura fa riscontro al nostro interno una accentuata disaffezione alla partecipazione in varie sedi, soprattutto dei colleghi più giovani, più esposti al pericolo del carrierismo puro, spinto dall’ambizione personale e illusoriamente slegato dai meriti conquistati “sul campo”.

Il gruppo Unità per la Costituzione ha saputo reagire con forza alle note degenerazioni che il precedente sistema aveva evidenziato, attraverso una coraggiosa opera di rinnovamento interno e la modifica delle regole statutarie, con l’introduzione di rigide norme in materia di ineleggibilità e incompatibilità.

Se molti magistrati ignoravano il funzionamento del c.d. sistema correntizio – da cui peraltro nessun gruppo associativo può dichiarare di essere stato immune – molti altri ne erano consapevoli pur non condividendolo e altri infine lo hanno scientemente utilizzato ai propri fini personali.

Senza in alcun modo voler giustificare i gravi comportamenti venuti alla luce, tuttavia tanto non può legittimare gli attacchi alla magistratura che da più direzioni mirano a limitarne la libertà e l’indipendenza.

La stragrande maggioranza dei magistrati italiani è formata da colleghi che improntano la propria condotta professionale e personale ai valori della correttezza, dell’equilibrio e della riservatezza.

Questi magistrati, coscienti di esercitare il proprio potere nell’interesse della collettività e della giustizia, anche attraverso un’interpretazione della legge che realizzi i valori fondanti della nostra costituzione soprattutto a tutela dei cittadini più deboli, meritano di essere difesi da un sistema che non sempre ha premiato il merito.

Sul prossimo Consiglio Superiore della Magistratura incombono quindi importanti responsabilità: riconquistare la fiducia dei cittadini, attraverso l’esercizio ponderato e trasparente delle proprie prerogative, ma anche verso tutti i colleghi, assumendo decisioni il cui percorso motivazionale sia intellegibile e coerente.

Rispetto alla recente riforma dell’ordinamento giudiziario, al nuovo CSM competerà un delicatissimo compito di normazione secondaria, che dovrà mirare a preservare il modello costituzionale del magistrato, al quale non possono essere surrettiziamente sottratte la libertà nella interpretazione della norma giuridica e l’autonomia della propria decisione.

In relazione al perseguimento degli obiettivi del PNRR, il Consiglio, nel corretto e doveroso confronto con gli interlocutori istituzionali, pur favorendo e incentivando al massimo l’innovazione tecnologica degli uffici e il rinnovamento delle strutture informatiche al fine del conseguimento di una maggiore efficienza, dovrà tuttavia proporre soluzioni utili a scongiurare il pericolo dell’aziendalizzazione del servizio giustizia, nella corsa all’incremento meramente quantitativo del lavoro giudiziario, a discapito del livello qualitativo.

La semplificazione delle valutazioni di professionalità; la revisione dei criteri per il conferimento degli incarichi direttivi e semidirettivi attraverso la valorizzazione del lavoro giudiziario con carattere di prevalenza su altri indici e una ponderata riconsiderazione del criterio della anzianità; una effettiva tutela della genitorialità; l’introduzione dei c.d. carichi esigibili e di regole che attenuino l’incombente pericolo del conformismo giudiziario e la connessa gerarchizzazione degli uffici giudicanti; un complessivo alleggerimento degli adempimenti di tipo burocratico amministrativo, sono tra gli obiettivi che il nuovo Consiglio a mio avviso dovrebbe perseguire.

Ai Colleghi che riterranno di concedermi la loro fiducia sento di assicurare che eserciterò l’incarico in modo del tutto imparziale e indipendente da ogni condizionamento, sulla scorta della approfondita conoscenza delle varie questioni, in coerenza con la mia storia personale e professionale.


CONTATTI
stefania.derrico@giustizia.it

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